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Ristrutturazione dei debiti: buone notizie per piccole imprese e famiglie sovraindebitate

Il governo Monti ha previsto la possibilità di ristrutturare i debiti delle piccole imprese e dei consumatori (si pensi per esempio alle famiglie molto esposte con società finanziarie per acquisti di beni di consumo). La procedura si può così sintetizzare: a fronte di una situazione di sovraesposizione debitoria si può ricorrere al Tribunale per ottenere l’omologazione del piano di ristrutturazione, il quale costituisce una valida alternativa alle esecuzioni individuali consentendo ai creditori di recuperare qualcosa (senza affrontare tutte le spese di giustizia) e al debitore di azzerare la sua posizione economica negativa.

L’accordo potrà avere ad oggetto la cessione dei propri beni (mobili e immobili, crediti, partecipazioni), piani di rateizzazione, di proroga del termine naturale di scadenza, ma anche la riduzione o la moratoria dei debiti.

 Poiché si tratta di una procedura piuttosto macchinosa, l’Associazione “Utente Sapiens” ha creato una task force di avvocati e commercialisti per assistere i consumatori nella predisposizione delle proposte di ristrutturazione. Per approfondire si può chiamare il numero verde 800 14 96 60 o inviare un email all’indirizzo info@utentesapiens.it.


La società autostrade non è responsabile dei danni subiti da automobilisti per la presenza di cani vaganti

È quanto afferma la Corte di Cassazione con la sentenza n.7037/2012 ricordando che la società autostrade non è tenuta a garantire una vigilanza continua e  che la presenza di un cane in autostrada non può considerarsi un evento prevedibile. Nel caso di specie la Società autostrade non può essere considerata  responsabile dell’incidente  in quanto secondo la Corte è da ravvisarsi il caso fortuito. Con questa motivazione la terza sezione civile della Corte ha respinto il ricorso di una donna che mentre percorreva un tratto di autostrada si era trovata improvvisamente davanti due cani e, per tentare di evitarli, era finita contro il guardrail.

La donna aveva citato in giudizio la Società autostrade per chiedere il risarcimento dei danni sostenendo peraltro che alla società doveva essere addebitata la mancata manutenzione della recinzione della sede stradale. Anche la corte d’appello di Napoli in precedenza aveva respinto la richiesta risarcitoria e secondo i giudici di piazza Cavour la decisione della corte territoriale deve ritenersi corretta essendo stato ravvisato il “caso fortuito, nel probabile abbandono dei cani da parte di un terzo, desunto dalla presenza, nelle adiacenze, di un’area di servizio e dalla mancanza di una via di fuga per gli stessi, fatto imprevedibile e inevitabile nel suo accadimento repentino non potendosi pretendere un continuo controllo della sede autostradale onde impedirlo”.

Titoli ad alto rischio e informazione inadeguata? I risparmiatori vanno rimborsati!

Le banche devono rimborsare i risparmiatori a cui sono stati venduti titoli ad alto rischio se non hanno rispettato il dovere di informare adeguatamente i propri clienti. Il caso esaminato dai Giudici di Piazza Cavour riferisce a uno dei tanti contenziosi relativi ai bond Argentina. Secondo la Corte il default dello Stato era prevedibile e per questo le banche avrebbero dovuto informare i propri clienti del rischio dell’investimento. Nel caso di specie  la Banca pur consapevole dell’imminenza del default Argentina non aveva adeguatamente informato i clienti della rischiosità dell’operazione mentre avrebbero dovuto indicare che i titoli argentini avevano delle caratteristiche di rischio non adeguate al loro profilo di investitori. Contro il  verdetto di condanna la banca aveva tentato di difendersi evidenziando che i clienti avevano sottoscritto un modulo con il quale accettavano le condizioni di investimento; ma secondo la Corte tale documento  non esclude la responsabilità dell’istituto perché la sottoscrizione di un modulo “in ordine alla propria consapevolezza, conseguente alle informazioni ricevute, della rischiosità dell’investimento e della inadeguatezza dello stesso rispetto al suo profilo di investitore, non costituisce dichiarazione confessoria, in quanto è rivolta alla formulazione di un giudizio e non all’affermazione di scienza e verità di un fatto obiettivo”. Insomma la banca avrebbe dovuto dimostrare di aver fornito informazioni adeguate. La sentenza chiarisce in modo definitivo le responsabilità delle banche nella vendita di titoli spazzatura, e facilita le richieste risarcitorie degli investitori”.

Il “fermo tecnico” dell’auto incidentata può essere risarcito

E’ quanto ricorda la Corte di Cassazione spiegando che lasciare un’auto inutilizzata è comunque fonte di costi per il proprietario (tassa di circolazione, premio di assicurazione) e c’è anche da considerare che nel tempo il mezzo subisce anche un naturale deprezzamento di valore. In caso di incidente, quindi, anche la sosta forzata dell’auto presso il carrozziere deve essere risarcita.

Sulla base di questa motivazione la Corte ha dato ragione a un automobilista che aveva chiesto di essere risarcito dei danni per il “fermo tecnico” della sua auto che era rimasta forzatamente in sosta dopo un incidente provocato da un altro automobilista. Inizialmente, il Giudice di Pace, riconosceva questa voce di danno all’automobilista ma la sentenza veniva riformata in sede d’Appello e quel danno veniva quindi negato. Il proprietario del mezzo si è poi rivolto alla suprema Corte di Cassazione dove la terza sezione civile con sentenza numero 6907/2012 ha accolto il ricorso facendo notare che pur in assenza di una prova specifica, si può procedere ad una liquidazione equitativa del danno da fermo tecnico “rilevando a tal fine la sola circostanza che il danneggiato sia stato privato del veicolo per un certo tempo, anche a prescindere dall’uso effettivo, a cui esso e’ destinato”.

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